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Tempio 7-8 giugno 2008 PDF Stampa E-mail
  7-8 giugno-2008
A parte il tempo, davvero inclemente per essere i primi di giugno, questo week-end appena trascorso è stato davvero indimenticabile per gli Arestis ed accompagnatori che hanno trascorso sabato e domenica all'Agnata di De Andrè con annessa escursione al monte Limbara e sopratutto appettitosi banchetti di specialità Galluresi.......
La nostra due giorni inizia alle 9 di sabato mattina con l’appuntamento di rito e la sistemazione delle bici e dei bagagli nelle macchine. Una volta partiti ci siamo diretti verso la prima tappa del nostro viaggio ovvero la chiesa di Saccargia a Codrongianus. La nostra sosta si è rivelata interessantissima e ricca di fascino e cultura visto questo magnifico esempio di architettura Romanico-Pisana del XII secolo. Non mi soffermo oltre non certo per poca importanza ma perché il week-end è stato lungo e le cose da descrivere sono tante, ma per i più curiosi vi consiglio di visitare la pagina di Wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Basilica_di_Saccargia dove troverete senz’altro notizie utili.
Terminata la nostra visita abbiamo proseguito verso Oschiri ma visto l’orario e la fame incalzante abbiamo fatto sosta in un area di servizio per attingere al nostro pranzo al sacco preparato per l’occasione.
Una volta riempito lo stomaco siamo ripartiti ed una volta giunti al bivio di Oschiri abbiamo svoltato in direzione Tempio. Prima di arrivare alla nostra meta tanto ambita ci siamo fermati sulle rive del lago Coghinas per scattare qualche foto ed ammirare la grandezza ed il bel paesaggio che questo bacino offre.
Raggiunte le macchine abbiamo ripreso il cammino che si faceva sempre più ripido e ricco di tornanti che si immergevano sempre più all’interno dei fantastici boschi che circondano le pendici del monte Limbara.
Dopo alcuni chilometri arriviamo finalmente all’Agnata, il famoso centro rurale che il grandissimo Fabrizio De Andrè acquistò negli anni sessanta, a testimonianza del suo amore ed attaccamento per la nostra terra, e che nell’arco dei successivi anni ha ristrutturato, modificato e migliorato sino a raggiungere la perfezione come le sue indimenticate canzoni.
Inutile dire lo stupore che ha lasciato tutti noi a bocca aperta nel trovarci di fronte ad una struttura simile curata in ogni dettaglio da Dori Ghezzi e tenuta in maniera maniacale da tutto lo staff.
Il mitico Michele ci viene incontro e ci da il benvenuto; con la sua gentilezza e flemma ci fa sentire “gente di casa”.
Una volta sistemati nelle camere abbiamo fatto una passeggiata nei dintorni della tenuta per poi riunirci nella sala di ritrovo per fare quattro chiacchiere ed una partita a scopa nell’attesa di quello che tutti noi aspettavamo con ansia….la cena tipica Gallurese.
Alle 20 precise abbiamo preso posto nella piccola ma accogliente sala ristorante con le sue enormi vetrate con vista sul rigoglioso e verde giardino e qui, con avida ingordigia, abbiamo aperto le danze.
I piatti rigorosamente caserecci che ci venivano proposti dal bravissimo chef ed i suoi aiutanti erano una vera sinfonia per i nostri palati: antipasti di terra gustosissimi, i primi composti dai ravioli di ricotta ma soprattutto la zuppa Gallurese hanno stravolto letteralmente i nostri sensi passando poi al non meno strepitoso maialetto cotto a puntino per terminare con le classiche verdure, i dolci, il caffè e gli amari.
Nonostante l’abbuffata siamo riusciti ad alzarci dal tavolo e a dirigerci nella sala ritrovo per rilassarci un po’ per poi ritirarci nelle nostre “umili” camere.
Domenica mattina, noi impavidi esploratori ci siamo svegliati alle 7 per preparare la nostra escursione non prima di aver fatto una visitina alla sala delle colazioni dove ci attendevano invitanti paste calde, torte fatte in casa, cereali, frutta fresca, yogurt, marmellate e nutella.
Raggiunta in macchina la caserma della forestale di Curadoreddu, abbiamo parcheggiato e scaricato le bici dopodichè ci siamo diretti su asfalto in una discesa che ci portava all’inizio del nostro percorso.
La temperatura non era certo estiva e l’aria frizzantina faceva in modo di ricordarci che si partiva da una altitudine di 600 mt.
La strada sterrata si è presentata subito tanto bella, circondata da boschi e sorgenti naturali da ogni lato, quanto dura giacchè si inerpicava per circa 7 km in salita con pendenze medie del 12%.
A circa metà salita Alessandra e Patrizia ci hanno abbandonato per ripercorrere il tragitto inverso ed ammirare con più calma il paesaggio facendo nel contempo rientro verso l’Agnata.
Io, Massimiliano, Luciano, Stefano, Amedeo e Valentino abbiamo continuato il nostro percorso con in mente ben impressa una sola cosa: la vetta del Limbara.
Pedalata dopo pedalata, con il vano tentativo da parte nostra di smaltire la cena della sera prima, il paesaggio diventava sempre più simile a quello del Trentino e nelle menti di alcuni di noi riaffioravano i bellissimi ricordi legati alla Dolomiti Superbike.
Arriviamo a “la Iatta” a 900 mt dal quale ammiriamo il primo dei tanti paesaggi con vista su Tempio Pausania.
Continuando a salire, ammaliati dalla natura che ci circonda, arriviamo sino alla Stazione Forestale di Vallicciola dove, dopo aver attraversato un imponente bosco di sequoie, ci siamo diretti verso l’eliporto della protezione civile situato a 1.100 mt.
Qui abbiamo fatto una breve pausa tra le rocce granitiche riscaldate da un tiepido sole per poi ripartire in direzione della doppia guglia del monte Giogantinu.
La temperatura scende velocemente sui 14 gradi quando dopo alcuni tornanti in salita arriviamo alla caratteristica chiesetta della Madonna delle Neve a 1.240 mt e giunti ad una terrazza naturale apprezziamo il panorama che si presenta in tutto il suo splendore.
Sazi ed appagati???....per niente!!!, siamo Arestis ovviamente e la cima è talmente vicina che sarebbe un sacrilegio non raggiungerla perciò armati di buona volontà quanta frenetica impazienza di arrivare al nostro obbiettivo, ripartiamo alla volta della vetta.
Costeggiata una vecchia stazione radar militare ormai in completo stato di abbandono, percorriamo alcuni tornati su asfalto sino a raggiungere le antenne situate sulla punta Balistreri a 1.362 mt, ultimo ed estremo baluardo del monte Limbara.
Siamo in cima…..sopra le nuvole, l’aria è fresca ma il sole batte sui nostri caschi e scalda le nostre teste, il silenzio è ovunque e ci avvolge disturbato solo dal sibilo di qualche raffica di vento, il paesaggio a 360° è fantastico e noi siamo al settimo cielo per aver raggiunto questo traguardo dopo aver percorso strade a noi sconosciute e gustato paesaggi di una bellezza davvero rara.
Il primo pensiero che ci viene in mente è che questo è ciò che ti da la mountainbike, queste sono le fatiche che si provano ripagate subito dopo da panorami che ti lasciano senza fiato, sensazioni uniche che appagano lo spirito e la mente e ti fanno capire quanto siamo fortunati a poter essere qui ad ammirare la natura in tutto il suo splendore.
La mattinata è ormai agli sgoccioli e per far fede all’impegno preso con il preciso Michele che ci voleva seduti a tavola per le 13 in punto abbiamo inforcato nuovamente le nostre inseparabili bici e ci siamo buttati a capofitto lungo la via del rientro questa volta tutta in discesa e su asfalto ricca di tornati veloci ed insidiosi. Raggiunta L’Agnata in tre non abbiamo resistito al fascino invitante della piscina e, anche se la temperatura esterna e quella dell’acqua non erano certamente delle più miti, ci siamo tuffati per ritemprare i nostri muscoli dalle fatiche dell’escursione. Tolte le divide di bikers, una meritata doccia calda ed indossati gli abiti “civili” ci siamo diretti insieme ai nostri accompagnatori nella sala ristorante dove ci attendeva il pranzo….. “l’ultima inevitabile fatica” della giornata. Inutile dirvi che anche in questa circostanza lo chef ed il suo staff si sono sbizzarriti infierendo pietanza dopo pietanza sui nostri poveri e famelici stomaci. Sopravvissuti anche a questa dura ed estenuante prova, ci siamo rilassati un po’ per poi preparare le valigie e ripartire non prima di aver ripercorso volentieri, questa volta però su asfalto e comodamente seduti in macchina, le tappe principali affrontate durante la mattinata per permettere anche ai nostri accompagnatori di visitare questi fantastici posti e godere anch’essi della bellezza e maestosità di questi paesaggi. Che dire di più, se non che è stato veramente un bellissimo fine settimana trascorso con una piacevole compagnia e in un armonioso spirito di gruppo.
Colgo l’occasione per ringraziare e salutare Michele e tutto il gentilissimo staff dell’Agnata per averci coccolato e sopportato augurandomi di rivederli il prima possibile.
Spero infine di aver trasmesso anche a voi che non c’eravate un briciolo delle emozioni e sensazioni che noi abbiamo provato in questo breve ma inteso e fantastico week-end fuori porta ma così fortunatamente a portata di mano.
L’esperienza è senz’altro da riprovare…..sempre più…….
 ARESTIS NEL CUORE E NELLA MENTE
Nicola “Nepic” Epicureo
                                                                    

 
 
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