Agnata Tempio 2009 PDF Stampa E-mail
 Tempio 20-21 giugno

 

Consolidato il tradizionale appuntamento per il mese di giugno con la trasferta a Tempio Pausania dove abbiamo scelto ancora una volta come base logistica "L'Agnata" di Fabrizio De Andrè per affrontare carichi di ottima "zuppa Gallurese" la scalata in mtb al monte Limbara. Quest'anno, spostata la data di una quindicina di giorni vista la giornata autunnale della passata stagione, speravamo in una giornata calda e serena....ma purtroppo ci ha accompagnato per tutto il week-end un tempo degno di una giornata invernale con freddo, vento e temporale...una vera disdetta.................
 

 

Partiti puntuali come sempre, la nostra carovana ha inziato il viaggio verso Tempio lungo la Ss 131 con la sottile speranza di arrivare all’Agnata e poter sfruttare per almeno qualche ora un po’ di sole per concederci un bagno ristoratore in piscina. Tappa d’obbligo lungo la strada è stata la visita alla bella chiesa di Saccargia dove, giunti verso le 12, abbiamo approffittato dell’ombra di un albero secolare per rifocillarci con il nostro pranzo al sacco. Ripartiti alla volta di Tempio Pausania siamo giunti a destinazione all’ora stabilita. Giunti finalmente all’Agnata e scesi dalle nostre auto, chi poteva venirci incontro per darci il benvenuto se non il mitico Michele che come al solito ci ha accolto come se fossimo parenti lontani che non vedeva da anni ??? Assegnate le camere (ovviamente al Presidente e consorte è spettata d’obbligo la suite!!) e scaricato bagagli e biciclette ci siamo immediatamente recati in piscina. L’acqua era piacevole ed invitante, ma il tempo iniziava già ad esserci avverso tuttavia, colti da un irrefrenabile voglia di tornare bambini e di far compagnia ai pargoli presenti, in cinque ci siamo fatti il tanto atteso e meritato bagno. Dopo qualche ora abbiamo deciso di uscire e di fare una passeggiata per il centro storico di Tempio dedicandoci ad un quantomai inatteso shopping che ha visto alcuni di noi alla disperata ricerca di maglioni o felpe in offerta per tamponare il freddo da giornata invernale. Rientrati alla base, ci attendeva il compito più duro della giornata e cioè quello di tener testa forchettata dopo forchettata alle deliziose prelibatezze che lo chef dell’Agnata ha malignamente preparato per noi e per i nostri “fisici atletici” e così…via: melanzane ripiene, salumi locali, zuppa gallurese, ravioli, maialetto, contorni, dolci etc etc, ma tranquilli che ognuno di noi ha dato il meglio di se manco se stessimo lottando per le primissime posizioni in una marathon in mtb !!!! Finita la cena ci siamo ritrovati tutti insieme nel soggiorno della struttura per due chiacchiere, un po’ di tv e qualche gioco di società. Domenica mattina, come da previsioni metereologiche quanto mai azzeccate, il cielo si è presentato ricoperto completamente di nuvole e la speranza di poter arrivare a punta Balistreri senza prendere neanche una goccia d’acqua si faceva veramente sottile. Consumata la ricca ed abbondante colazione e raccolto le solite raccomandazioni del buon Michele che, visto il temporale in arrivo era preoccupato che non rispettassimo l’orario per il pranzo, siamo partiti in 11 per la nostra escursione. Lungo la strada, per i primi 10 km su asfalto di cui 6 in salita, abbiamo pensato visti gli sprazzi di sole, che la giornata potesse leggermente volgere in nostro favore, ma gia dopo aver percorso i primi km sullo sterrato e raggiunta un altitudine di 800 mt, ci siamo resi conto che alle nostre spalle il tempo andava rapidamente peggiornando. Detto fatto, ancor prima di raggiungere Valliciola, un abbondante acquazzone ci travolge in pieno, l’idea di riparaci sotto qualche frasca poteva essere quella giusta se non fosse per il fatto che oltre ad una bella dose di tuoni imperversavano anche alcuni pericolosi lampi che ci hanno convinto in breve tempo che la soluzione migliore era quella di continuare a pedalare sulla strada principale e sotto il diluvio. L’acqua, che ormai inzuppava le nostre divise e scorreva all’interno lungo le nostre schiene si andava via via riscaldando con l’aumentare del movimento fisico perciò risultava quasi piacevole proseguire verso l’ambita meta. Arrivati a Valliciola la pioggia andava via via scemando cedendo il posto ad una fitta nebbia che impediva di vedere due metri oltre il nostro naso. Il paesaggio intorno a noi si faceva surreale e fiabesco, intorno solo roccie granitiche e alberi secolari avvolti da un pulviscolo bianco e lungo la strada il silenzio era desolante e veniva spezzato solo dall’attrito delle nostre ruote sul terreno e da qualche tuono che ancora persisteva. Lasciato lo sterrato e ripreso l’ultimo tratto in salita su asfalto abbiamo raggiunto la chiesetta della Madonna della Neve situata sul Limbara ad oltre 1.200 mt. Entrati all’interno, avvolti da un tepore confortante, ci siamo tolti le maglie più bagnate per una strizzatina ed abbiamo aproffittato di questa allettante pausa per consumare qualche barretta energetica. La mossa di entrare al caldo della chiesetta, che sembrava essere una comoda soluzione, si è ben presto rivelata come una pessima idea, perché ancora accaldati ci siamo dovuti rinfilare le maglie umide addosso e usciti per proseguire la marcia ci siamo ben presto scontrati con una altitudine elevata, con raffiche di vento freddo sempre più forti ed un nuovo acquazzone che picchiava sui nostri caschi. Vista questa situazione abbastanza estrema, abbiamo optato per il rientro senza raggiungere la vetta posta soli 90 mt più su. Inutile dire che intraprendere la via di casa, quasi tutta in discesa è stata una esperienza che ci ha messi davvero a dura prova; la pioggia ci impediva di vedere la strada, viscida, insidiosa e completamente bagnata, il vento freddo rallentava la nostra discesa che affrontavamo comunque a rilento per tentare di non prendere troppa aria gelida, il freddo ci penetrava fin dentro i polmoni facendoci tremare ogni parte del corpo in maniera incontrollata e battere i denti all’impazzata…insomma, se non fosse stato per la nostra forza di volontà….e perché in fin dei conti…”seusu troppu aresti”… ci sarebbe stato il tanto di chiamare qualcuno per venirci a prendere e riportare a casa. Giunti finalmente (e puntuali per la gioia di Michele) all’Agnata, ci siamo meritatamente goduti una doccia calda ed un ottimo pranzo a base di prodotti caserecci e naturali che come sempre contraddistinguono questa fantastica struttura. Sazi come non mai abbiamo raccolto i nostri bagagli, caricato le nostre bici e salutato Michele e tutto il gentilissimo e professionalissimo staff dell’Agnata dandoci appuntamento per il prossimo anno con la speranza, anche a costo di pagare un extra, di avere un po’ di sole visto che in due appuntamenti su due il tempo non è mai stato molto clemente.  Una volta ripartiti una parte del gruppo si è diretta in macchina con mogli e fidanzate lungo la vetta del Limbara per dare la possibilità anche alle nostre accompagnatrici di poter vedere i luoghi da noi precedentemente visitati

 

e per ammirare il paesaggio ed il panorama che solo la maestosità di questa montagna può offrire. Un'altra parte del gruppo che aveva già ammirato quei luoghi durante l’escursione della passata stagione, si è invece recata nel vicino e caratteristico paese di Aggius ormai patrimonio dell’Unesco per visitarne il centro storico ed il piccolo ma interessantissimo museo. Riunito il gruppo lungo la Ss 131, ci siamo diretti stanchi, ma sazi di spirito…e di fisico…lungo la via di casa.

L’appuntamento per questo bel week-end fuori porta è rinnovato a tutti gli Arestis per l’anno prossimo, sperando solo in un tempo migliore !!!!

Un ringraziamento particolare e doveroso va fatto a tutto lo staff dell’Agnata ed in particolare a Michele per averci sopportato anche quest’anno ma soprattutto per averci accolto, coccolato ed accudito come solo pochi sanno fare. 

100% Arestis

 Nicola “Nepic” Epicureo

 
 


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